Filippine, liberato l’ex missionario Del Torchio

Del Torchio

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Roma - Rolando Del Torchio, l’italiano rapito nell’ottobre del 2015 a Dipolog City nelle Filippine, è stato rilasciato oggi e si trova sotto la custodia delle Autorità filippine che lo hanno individuato nell’isola di Sulu. Lo riferisce il ministero degli Esteri in una nota.

Per il rilascio dell’ex missionario italiano Rolando Del Torchio la famiglia avrebbe pagato un riscatto. Lo rivela il sito di informazione filippino Rappler, citando fonti di intelligence e della polizia locale. Le fonti riferiscono che i famigliari di Del Torchio avrebbe pagato ai rapitori 30 milioni di peso (570mila euro).

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha espresso la propria gratitudine alle autorità filippine per il ruolo svolto nella liberazione di Del Torchio. Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere, inoltre, che il premier ha parlato nel pomeriggio con la sorella dell’ex-missionario di Angera, Maria.

«Domani è il mio compleanno, mio figlio mi ha fatto il regalo più bello»: la madre, che compirà domani 93 anni, ha espresso così la sua gioia per la liberazione del figlio rapito, secondo quanto ha riferito il sindaco di Angera, il paese in provincia di Varese dove vive la famiglia. Il sindaco, Alessandro Paladini Molgora, ha fatto visita all’anziana dopo che si è diffusa la notizia della liberazione. «Dopo sei mesi di silenzio e solitudine - ha riferito la donna - la nostra gioia è immensa».

Del Torchio, 57 anni, ex missionario nelle Filippine, era arrivato nell’arcipelago nel 1988 ma aveva lasciato la tonaca nel 1996, sdegnato dagli scandali sulla pedofilia nella Chiesa. Dopo allora aveva aperto una pizzeria ma aveva proseguito a impegnarsi a sostegno della popolazione locale.

Originario del varesotto, l’uomo sarebbe stato rapito a scopo di riscatto da un gruppo di matrice islamica. Le forze dell’ordine filippine non avevano mai smesso di cercare l’ex missionario, scomparso in una zona insanguinata da attentati e violenze, dove gestiva il ristorante che lo scorso 7 ottobre è stato assaltato dal commando di rapitori.

L’Ambasciata d’Italia a Manila e l’Unità di Crisi della Farnesina, che sono rimaste attive durante tutto lo svolgimento della vicenda, sono in contatto anche con i familiari del connazionale in Italia e forniranno tutta l’assistenza necessaria nelle fasi successive al rilascio. La Farnesina ringrazia le autorità di Manila per l’eccellente collaborazione e l’impegno, che hanno consentito il rilascio del connazionale.

Laureato in agraria, negli anni Novanta aveva lavorato a fianco degli agricoltori e dei pescatori locali, dedicandosi a istituire cooperative per migliorare le loro condizioni in un’area ricca di risorse ma tra le più povere dell’arcipelago a maggioranza cattolica. Tale impegno gli era costato minacce di morte e di rapimenti da parte dei potenti clan locali.

Continua purtroppo a non esserci alcuna notizia del gesuita padre Paolo Dall’Oglio, scomparso in Siria nel 2013. I suoi fratelli racconteranno la loro esperienza il 26 marzo, nella chiesa parrocchiale di Borsano a Busto Arsizio, in occasione del Sabato Santo che precede la Pasqua. Anche in questo caso, i parenti continuano a coltivare la speranza.

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